Teologia: è la scienza
che considera Dio in se stesso e nei rapporti con le creature.
Secondo la concezione unitaria del Medioevo, abbracciava tutti
gli aspetti della religione e richiamava la totalità
degli apporti dello scibile umano. In seguito, specialmente
dal sec. XVI in poi, comincia la suddivisione delle varie discipline
(Patristica, Archeologia, Diritto, Ascetica, etc...) e resta
intatto il blocco centrale costituito dalla dottrina della fede
(teologia dommatica) e dalla dottrina della coscienza (teologia
morale) investendo le due grandi sfere del pensiero e del comportamento.
Nell'ambito della teologia dommatica
si conoscono varie ripartizioni. Rimane comune il suo significato
fondamentale: ELABORAZIONE RAZIONALE DEL DATO RIVELATO. Razionalità
- Rivelazione: da questi due poli scaturisce il senso, cioè
il significato e la direzione del pensare teologico.
Teologia speculativa: approfondisce il valore del dato rivelato
accentuando l'impiego del ragionamento. Si afferma con la Scolastica
nel sec. XI.
Teologia positiva: appunta la sua indagine sui testi della Bibbia
e sugli enunciate del Magistero. L'analisi predomina sulla elaborazione
intellettuale. Nasce nel sec. XVI quando prende posizione contro
le critiche protestanti e si adegua al progresso delle scienze
positive.
La teologia positiva verifica
soprattutto il significato di un dato; quella speculativa lo
elabora sulle basi delle risorse razionali. E' da notare che
in pratica i due metodi si integrano a vicenda; d'altra parte,
in parecchi autori la differenza appare sfumata. C'è
un discorso di prevalenza e non di esclusione nei due aspetti.
Teologia biblica: è una
parte (ed anche la più cospicua) della teologia positiva.
Teologia sistematica: include l'apporto della Teologia positiva
e gli aspetti della Teologia speculativa (si avvale della capacità
di sintesi e di analisi dell'individuo); è risultanza
dell'approfondimento intellettuale che perviene ad una serie
ordinata e concatenata di proposizioni. Tali proposizioni scaturiscono
per nesso logico dalle premesse proposte dalla Rivelazione.
Esistono varie denominazioni
e specificazioni in ordine a questo termine ed hanno riferimento
con l'ambito, con la direzione, o, semplicemente, col metodo.
Abbiamo così la teologia antropologica che riconduce
il significato religioso del messaggio alla vicenda umana (considerando
la storia, la crescita e il valore dell'uomo in rapporto alla
rivelazione) Si parla ancora di teologia della liberazione nella
quale la salvezza è intesa soprattutto come emancipazione
da tutte le servitù. Quanto alla teologia carismatica,
essa intende sottolineare nella teologia la sua originaria funzione
e finalità in ordine all'annuncio evangelico e alla fede,
esaltando il valore della grazia e dei doni differenziati consegnati
agli individui per la comunità. Si parla ancora di Teologia
pastorale, di Teologia Ascetica, Teologia del lavoro: non sono
che aspetti di uno stesso pensiero applicato a diverse tematiche.
Abbas Nullius
Locuzioni ricorrenti
nel linguaggio logico
Ab imis. Dalle profondità, dai fondamenti.
Applicato ad un discorso che parte dalle basi di un ragionamento
o dalle premesse che fondano un processo logico. A priori. Da ciò che è prima.
Affermazione che scaturisce immediatamente dall’analisi
stessa del concetto. Tale espressione passata in seguito ad
indicare un giudizio precostituito (il pregiudizio, appunto). A posteriori. Da ciò che è dopo.
Questa espressione designa il processo conoscitivo che conclude
partendo dall’analisi dei fatti. Nel linguaggio comune
designa la facile e scontata affermazione di quanto è
stato verificato in precedenza. Contra (post) factum non valet argumentum.
Contro ( dopo ) il fatto l’argomento non vale nulla. Non
si può mettere in discussione l’esistenza di un
fatto quando è già avvenuto. A fortiori. Tanto più. Sta a indicare
la maggiore valenza di una asserzione rispetto ad un’altra
precedentemente ammessa. Ad hominem. Adatto all’uomo. Riferito
ad un’argomentazione che si dimostra efficace proprio
per la persona che viene attaccata su quanto ha dichiarato in
precedenza. Differente come significato dalla locuzione ad personam,
alla persona, impiegata per lo più ad indicare una dedica
personale di un libro o di un’opera artistica.
Ci sono alcune parole impiegate nella dialettica della
filosofia classica. Appartengono al repertorio della schermaglia
del dibattito di due avversari. E’ opportuno rilevare
che un utilizzo esagerato di questi strumenti portano ad un
linguaggio troppo accademico e in definitiva pedante. Ma l’uso
moderato di queste parole può risultare forbito ed elegante:
Adfirmo. Lo affermo. Atqui. Ma anche. Unione delle congiunzioni:
AT (ma) e QUE (anche). Nesso tra le premesse. Concedo. Lo ammetto. Distinguo. Lo affermo solo in parte. Ergo. Dunque. Termine tratto dalla logica scolastica.
Ricorre soprattutto nel linguaggio forense a sottolineare la
forza con cui s’impone la conclusione di un ragionamento. Nego. Lo nego. Tranxeat. Passi pure. Te lo concedo per quanto
non lo condivida. Ex abrupto. All’improvviso. Argomentazione
fulminea che scaturisce immediatamente dalla constatazione di
un dato. De gustibus non est disputandum. Sui gusti
non c’è da discutere. Sarebbe scorretto e, più
che altro, una fatica inutile.
TEATRO - Occhi di Luna (Testo
teatrale) [La storia di un ragazzo che aveva qualcosa di più
e qualcosa di meno... Talvolta la stessa bellezza e la stessa
bontà diventano doti emarginanti perchè il mondo
non sa accertarle] (49,30 KB - zip file)
GLI
ANNALI DI FAGGETO Nell’archivio
di Faggeto, tra risme e vacchette legate con nastro di canapa,
ho trovato un plico di manoscritti infiocchettato da un vecchio
spago. C’erano note, racconti e memorie di un Priore che
credo di aver conosciuto qualche decina di anni fa. Ad una rapida
lettura, questi documenti, che chiamerei minori, mi sono sembrati
interessanti e, dunque, divulgabili. Trovo veramente strano
che questo Priore abbia voluto presentarli con una nota introduttiva
in cui si permetteva ad-dirittura di citare lo scrittore africano
Apuleio: “Carissime lector, lege me et delectaberis”
(Carissimo lettore, leggimi e ti divertirai!). A questo punto
credo di cavarmela con un’altra formula latina: “Relata
refero”, che significa semplice-mente: “Mi limito
a riportare ciò che ho letto”.
L.M. -
Un caso strano
- Celebrazioni
parrocchiali
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- I ragazzi dell’Acquasanta
- Il gatto nero
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- Letterine di Natale
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