Massime latine della facciata del Seminario di San Miniato
VITA VITAE MORTALIS
SPES EST VITAE IMMORTALIS
La speranza di una vita immortale è la vita della vita mortale.
Hope of life immortal is what makes mortal life viable.
FIDELES SUMUS
SI QUOD VERBIS PROMITTIMUS
OPERIBUS COMPLEMUS
Noi diventiamo credibili se ciò che promettiamo con le parole, lo adempiamo con le opere.
Our credibility is so much greater the more our verbal promises are backed by our actions.
MORS CRIMINUM
VITA MERITORUM
Una vita di opere buone annulla una vita di peccati.
A life of good works makes up for a sinful life.
SUMUS IN MINIMIS CAUTI
IN MAXIMIS NEGLIGENTES
IN OMNIBUS SINE PRUDENTIA
Noi valutiamo cose trascurabili, siamo trascurati nelle cose che valgono e così ci comportiamo in tutte senza prudenza.
We value what is paltry and neglect what is valuable, and so behave rashly in all things.
TUTAMEN PATRIAE
SOLATIUM PAUPERUM
SECURITAS OMNIUM
Difesa della Patria, aiuto ai poveri, salvezza di tutti.
Defence of the homeland, relief of the poor, redemption for all.
IN NECESSARIIS UNITAS
IN DUBIIS LIBERTAS
IN OMNIBUS CHARITAS
Nella necessità l'unità; nel dubbio la libertà; sempre: l'amore.
In essentials unity; freedom in doubt, in all things charity.
QUID SATIS ESSE POTEST
CUI DEUS IPSE NON SUFFICIT?
Cosa può bastare a chi non è sufficiente nemmeno Dio?
What is it that can satiate an individual for whom even God does not suffice?
MAXIMA PERFECTIO
SUAE IMPERFECTIONIS COGNITIO
La massima perfezione sta nella conoscenza della propria imperfezione.
The peak of perfection lies in the awareness of one's imperfection.
MULTI UMILITATIS UMBRAM
VERITATIS PAUCI SECTANTUR
Molti hanno una parvenza di umiltà; pochi ne possiedono la sostanza.
Many are those who make a show of their humility but few are those who actually posses it.
SE VERE ABNEGAT
QUI INCIPIT ESSE QUOD NON ERAT
ET DESINIT ESSE QUOD ERAT
Rinnega veramente se stesso chi incomincia ad essere ciò che non era e cessa di essere ciò che era.
Self-denial truly begins when one strives to be different from what one is and ceases being as one is.
OBTEMPERANDUM EST DEO
QUI DEDIT PRAECEPTUM
ET PRAEMISIT EXEMPLUM
Bisogna obbedire a Dio che al comando ha fatto precedere l'esempio.
God fully deserves our obedience, having set the example before issuing His commandment.
IUVENTUS ABSQUE CONTINENTIA
MISERRIMAM GENERAT SENECTUTEM
Una giovinezza senza continenza genera una disastrosa vecchiaia.
Youth lived without any self-control is father to a ruinous old age.
IN ABSTINENTIA MODUS UT NON CARO
SED CARNIS VITIA EXSTINGUANTUR
Ci deve essere una misura nell'astinenza, in modo che venga estinto il vizio del corpo e non il corpo stesso.
Self –denial calls for moderation for it's the body's vices that must be stifled and the not the body itself.
Decoro dell'adolescenza è la modestia; gemma del comportamento è la verecondia.
Modesty is youth's decorum, bashfulness their gem.
MAIOR VICTORIA VIRGINUM
QUAM ANGELORUM
ISTI SINE CARNE VIVUNT
IN CARNE ILLI TRIUNPHANT
Vale più la vittoria dei vergini di quella degli angeli; questi vivono senza corpo, quelli, con il corpo trionfano.
The victory of virgins far outpaces that of angels, as the latter are incorporal, while the accomplishment of the former is through their bodies.
DURIUS PRAE CETERIS
PROELIUM CASTITATIS
UBI CONTINUA PUGNA
ET RARA VICTORIA
È dura più di ogni altra la battaglia per la castità, dove la lotta è continua e la vittoria rara.
The struggle to retain one's chastity is the hardest battle of all, for it is ceaseless and hardly ever successful.
ORANTIS NEGLIGENTIA REPREHENDITUR
UBI DE DANTIS CHARITATE
NON DUBITATUR
E' deplorevole la negligenza di chi chiede quando non si può dubitare della benevolenza di chi dà.
The tactlessness of putting forward a request when the goodwill of the benefactor is renowned is deplorable.
SECURUS ES SI POENITENTIAM EGISTI
DUM PECCARE POTUISTI
ALIOQUIN PECCATA TE DESERUNT
NON TU ILLA
Sei sicuro di aver cambiato vita se sei rimasto nella possibilità di peccare; altrimenti non sei tu ad aver abbandonato i peccati, ma sono i peccati ad aver abbandonato te.
You can be sure to have changed your way of life if you can still sin, otherwise it means that sins have fled from you instead of you from your sins.
MAGNA VIRTUS PATIENTIA
QUAE DAT AUDIRE NOXIA
ET NON RESPONDERE CONTRARIA
E' una grande virtù la pazienza: ti consente di ascoltare cose cattive senza rispondere di conseguenza.
Patience is a great virtue: it lets you listen to bad things and keeps you from answering back.
MENTIRI LINGUA TUA PRORSUS IGNORET
TANTAQUE SIT IN TE VERITAS
UT QUID DIXERIS IURATUM PUTES
La tua lingua sia quasi incapace di mentire e la tua veracità sia così grande da considerare giurato ciò che hai pronunciato.
May your tongue be unable to utter any falsehood and the veracity of your words be so great as to be taken as spoken under oath.
QUI SE A CHRISTO SEPARAT
EXUL EST PATRIAE CIVIS EST MUNDI
Chi si separa da Cristo è un esule dal cielo ed ha cittadinanza solo in questo mondo.
Whoever detaches himself from Christ is an outcast from heaven and a mere denizen of this world.
EXIMIA VIRTUS SI CUI NOCERE POTUISTI PARCAS
NOBILE VINDICTAE GENUS IGNOSCERE
Splendida virtù è il perdonare a chi era possibile fare del male: nobile vendetta è il perdono.
To be able to forgive someone when it is in our power to damage him is a glowing virtue: to forgive is the most honourable form of vengeance.
INVITAT AD MAGNA
QUI GRATUS A DEO SUSCIPIT MODICA
Chi accetta con riconoscenza il poco da Dio, Lo invita a dare molto.
Whoever is grateful to God for what little he may receive prompts God to give more.
INCIPIENTIBUS PRAEMIUM PROMITTITUR
PERSEVERANTIBUS DATUR
A tutti coloro che incominciano il premio viene promesso, ai perseveranti viene consegnato.
A prize is promised to whoever starts out but is bestowed only on those who persevere.
SI RELIQUUM TIBI DIEI EST TUUM ERIT
Se ti avanzerà un residuo della giornata, quello sarà tuo.
If any time is left over in the day, then that's yours.
ET MEDITABAR IN MANDATIS TUIS
QUAE DILEXI
Io continuavo a riflettere sulla tua legge che ho amato.
I've never ceased meditating Your law, which I so dearly cherish.
QUAE SURSUM SUNT QUAERITE
Cercate le cose di lassù!
Seek that which lies above!
ASPICIT CONTEMPLATIVA FASTIGIUM
La vita contemplativa raggiunge il vertice.
The contemplative way of life draws from the apex.
QUAE IUSTITIA SANCTOS COLERE
ET SANCTA SPERNERE ?
Che giustizia è venerare i Santi e disprezzare le cose sante?
What sort of justice is it that venerates saints but despises what is saintly.
VERA IUSTITIA MAGIS ALIIS QUAM SIBI PRODEST
ET UTILITATES SUAS NEGLIGIT
COMMUNIA EMOLUMENTA PRAEPONENS
La vera giustizia giova più agli altri che a se stessi e trascura il proprio interesse per il bene comune.
True justice is more beneficial to others than to oneself and disregards personal interests for the commonweal.
Big Bang
Il cielo e la terra: vale a dire l'universo, tutto ciò che a noi risulta incommensurabile nella sua totalità e innumerevole nella sua molteplicità.
Creare comporta quel passaggio abissale tra il niente e l'ente, due opposti assoluti, ci dice la metafisica; solo un Essere onnipotente è in grado di compiere questo passaggio. Che Dio ha creato cielo e terra è un dato della rivelazione.
Ma cosa ci dice la scienza in proposito? Ormai anche la scienza concorda nel dire che il cosmo ha avuto un inizio e comunque avrà una fine. Per quanto riguarda l'inizio, logicamente da collocarsi nel tempo, parla di "big bang", la grande botta che avrebbe determinato almeno il passaggio da una materia amorfa e inerte ad una materia formata e carica di energia molteplici e flessibili: quanto basta a spiegare la successiva evoluzione fino alle forme più avanzate di vita e di razionalità. Big bang. Fantastico! L'espressione, introdotta per spiegare il passaggio metafisico tra opposti assoluti, sembra proprio tolta da un album di fumetti.
Certo non compete alla scienza dimostrare che Dio ha creato il mondo e d'altra parte si trovano assertori di questo big bang anche tra coloro che ammettono l'esistenza di Dio; c'è da dire che il termine usato dovrebbe considerarsi almeno provvisorio in base ad una ricerca che non ha fine.
Fantastico, appunto, ma, non abbastanza scientifico, così come ci si poteva legittimamente aspettare da una risposta della scienza sull'unico problema dove, a diverso livello, s'incrociano le posizioni della metafisica, della teologia e, naturalmente, della scienza.
Schiaffino: Rude gioco da caserma in cui il ragazzo, indicato dalla conta, è costretto ad indovinare tra i compagni, che fanno semicerchio intorno a lui, chi l'abbia colpito. La povera recluta deve portare il polso sotto l'ascella deve presentare il palmo di una mano ad un robusto schiaffone mentre l'altra mano, portata verso la tempia gli impesdisce di vedere da quale parte gli arriva la sventola. Ricevuta la botta, il malcapitato si voltava verso i suoi concorrenti cercando d'indovinare chi l'avesse veramente colpito. Se riusciva ad individuare il colpevole, questo doveva prendere il suo posto e lui passava dalla parte dei picchiatori. Un brutale "sotto a chi tocca". Il gioco si praticava nei collegi maschili e perfino nei seminari.
Chiunque vi abbia partecipato lo ha vissuto come una vero "big bang" capace di scuotere il soggetto dai calcagni alla testa.
Non gli passa nemmeno dalla mente di pensare e di dire che, siccome non può individuare chi lo abbia colpito, non esista un responsabile della botta.
Con la stessa sicurezza di averla ricevuta, che qualcuno gliel'ha sganciata davvero. Il buo senso, e la persuasione fissata da una analisi logica terra-terra gli consente di pensare che qui si tratta di una azione transitiva in cui se c'è un soggetto che subisce, ci deve essere un complemento d'agente che agisce. Schiaffino, parola che finisce in un improprio diminutivo, meriterebbe veramente di cambiare nome. Big bang! Secondo me e tutti quelli che l'hanno sperimentato, andrebbe a pennello!
Big Bang (letteralmente “Grande Botta”), espressione impiegata per designare un modello dell’Universo che presuppone l’esistenza di un’esplosione. Questa espressione, usata in senso dispregiativo da Fred Hoyle nel 1949 nei confronti della teoria di Georges Lamaître, rivela già un’ingenua interpretazione del fenomeno: Bang è riferita al rumore che accompagna il colpo, e non il colpo stesso; come quando si dice “colpito da un tuono”, mentre, in re
altà, è la folgore a raggiungere un individuo.
"L’essenza della teoria del Big Bang sta nel fatto che l’Universo si sta espandendo e raffreddando. Lei noterà che non ho detto nulla riguardo ad una “esplosione”. La teoria del Big Bang descrive come il nostro Universo evolve, non come esso iniziò."
Philip James Edwin Peebles (Winnipeg, 1935)
"Dietro ciò che cambia c’è qualcuno che non cambia."
Hubert Reeves (Montreal, 1932)
"Gli scienziati credono che il Big Bang sia il cataclisma che ha portato alla creazione dell’Universo 13,7 miliardi di anni fa; alcune teorie scientifiche sono limitate, perché “arrivano sempre solo fino ad un certo punto e non sono affatto in concorrenza con la fede, ma non riescono a spiegare il senso ultimo della realtà”."
Joseph Aloisius Ratzinger (Marktl, 1927)
"La scienza non può svelare il mistero fondamentale della natura. E questo perché, in ultima analisi, noi stessi siamo parte dell’enigma che stiamo cercando di risolvere."
Karl Ernst Ludwig Marx Planck (Kiel, 1858 – Göttingen, 1947)
Prova di latino per esame di maturità
Voglio darti alcuni suggerimenti che possono aiutarti ad affrontare la prova di latino.
Quando ti trovi davanti una versione da tradurre (potrebbe trattarsi anche di un brano di un testo greco o anche di una lingua moderna) devi applicare un criterio logico. Considera la traduzione di un brano greco o latino come una fortezza da espugnare. La devi attaccare dal punto più debole. Alcuni si incaponiscono nel cominciare una traduzione partendo dalla prima frase; accade che ci battano il capo inutilmente e perdano del tempo senza concludere.
Facciamo conto di trovarci di fronte alla soluzione di un cruciverba difficile, per cui procederai così: cerca di isolare alcune frasi che possono trovarsi nel corpo della versione od anche nella parte finale, e prova ad orientarti sul senso (cioè la direzione) che è presente nel testo.
A vocabolario chiuso, comincerai col leggere tre o quattro volte l’intero testo, cercando di isolare qualche segmento che possa darti una chiave interpretativa.
Tieni presente che il testo proposto deve avere in sé un senso compiuto, sia che si tratti di un racconto storico di Tacito o di Tito Livio, sia che si tratti di una riflessione epica di Seneca o di Cicerone. Non puoi metterti a tradurre una cosa prima di averne già afferrato il senso.
A questo punto devi fare un ricorso intelligente al vocabolario: proprio la parola che ti risulta più difficile può essere quella che ti apre alla comprensione di un testo; ma devi fare attenzione ad annotare nella tua memoria i diversi significati che una stessa parola può avere.
Attenzione alle virgole! In una versione corretta, le virgole indicano un inciso, che può essere anche una proposizione incidentale. Nel ricercare, e questo è fondamentale, la frase principale devi fare riferimento al modo indicativo, dal momento che la frase subordinata è perlopiù espressa col modo congiuntivo. E’ fondamentale badare alla costruzione latina anche quando non corrisponde alla struttura della frase italiana, ma, ripeto, la stessa punteggiatura può aiutarti a ripartire i diversi segmenti del discorso.
Se ti viene fuori una traduzione strampalata e priva di senso logico, hai un segnale preciso che la traduzione non è valida. E allora si rende opportuna una verifica delle parole che hai consultato nel vocabolario.
La traduzione latina comporta delle difficoltà anche perché le parole fanno a meno dell’articolo e, talvolta, soprattutto nei casi obliqui, fanno a meno anche della preposizione. Rosae può significare: le rose ed anche alla rosa.
Una stessa desinenza può segnalare la presenza di un verbo, di un sostantivo e, naturalmente, di un aggettivo.
Prendiamo, ad esempio, la terminazione –a
-a può indicare: Nominativo, Vocativo, Ablativo singolare della 1° declinazione (aggettivo della 1° classe) * Nominativo, Accusativo, Vocativo neutro plurale della 2°, 3° e 4° declinazione (aggettivo della 1° e 2° classe) * 2° persona singolare del Presente Imperativo della I coniugazione.
Ti può aiutare la serie di tabelle che si riferiscono alle varie declinazioni e alle due coniugazioni (I e III), con riferimento principale alla tabella delle terminazioni (questa tabella è stata iscritta, nel 1960, tra i brevetti per modelli industriali - N° di iscrizione: 86959).
Teologia: è la scienza
che considera Dio in se stesso e nei rapporti con le creature.
Secondo la concezione unitaria del Medioevo, abbracciava tutti
gli aspetti della religione e richiamava la totalità
degli apporti dello scibile umano. In seguito, specialmente
dal sec. XVI in poi, comincia la suddivisione delle varie discipline
(Patristica, Archeologia, Diritto, Ascetica, etc...) e resta
intatto il blocco centrale costituito dalla dottrina della fede
(teologia dommatica) e dalla dottrina della coscienza (teologia
morale) investendo le due grandi sfere del pensiero e del comportamento.
Nell'ambito della teologia dommatica
si conoscono varie ripartizioni. Rimane comune il suo significato
fondamentale: ELABORAZIONE RAZIONALE DEL DATO RIVELATO. Razionalità
- Rivelazione: da questi due poli scaturisce il senso, cioè
il significato e la direzione del pensare teologico.
Teologia speculativa: approfondisce il valore del dato rivelato
accentuando l'impiego del ragionamento. Si afferma con la Scolastica
nel sec. XI.
Teologia positiva: appunta la sua indagine sui testi della Bibbia
e sugli enunciate del Magistero. L'analisi predomina sulla elaborazione
intellettuale. Nasce nel sec. XVI quando prende posizione contro
le critiche protestanti e si adegua al progresso delle scienze
positive.
La teologia positiva verifica
soprattutto il significato di un dato; quella speculativa lo
elabora sulle basi delle risorse razionali. E' da notare che
in pratica i due metodi si integrano a vicenda; d'altra parte,
in parecchi autori la differenza appare sfumata. C'è
un discorso di prevalenza e non di esclusione nei due aspetti.
Teologia biblica: è una
parte (ed anche la più cospicua) della teologia positiva.
Teologia sistematica: include l'apporto della Teologia positiva
e gli aspetti della Teologia speculativa (si avvale della capacità
di sintesi e di analisi dell'individuo); è risultanza
dell'approfondimento intellettuale che perviene ad una serie
ordinata e concatenata di proposizioni. Tali proposizioni scaturiscono
per nesso logico dalle premesse proposte dalla Rivelazione.
Esistono varie denominazioni
e specificazioni in ordine a questo termine ed hanno riferimento
con l'ambito, con la direzione, o, semplicemente, col metodo.
Abbiamo così la teologia antropologica che riconduce
il significato religioso del messaggio alla vicenda umana (considerando
la storia, la crescita e il valore dell'uomo in rapporto alla
rivelazione) Si parla ancora di teologia della liberazione nella
quale la salvezza è intesa soprattutto come emancipazione
da tutte le servitù. Quanto alla teologia carismatica,
essa intende sottolineare nella teologia la sua originaria funzione
e finalità in ordine all'annuncio evangelico e alla fede,
esaltando il valore della grazia e dei doni differenziati consegnati
agli individui per la comunità. Si parla ancora di Teologia
pastorale, di Teologia Ascetica, Teologia del lavoro: non sono
che aspetti di uno stesso pensiero applicato a diverse tematiche.
Abbas Nullius
Locuzioni ricorrenti
nel linguaggio logico
Ab imis. Dalle profondità, dai fondamenti.
Applicato ad un discorso che parte dalle basi di un ragionamento
o dalle premesse che fondano un processo logico. A priori. Da ciò che è prima.
Affermazione che scaturisce immediatamente dall’analisi
stessa del concetto. Tale espressione passata in seguito ad
indicare un giudizio precostituito (il pregiudizio, appunto). A posteriori. Da ciò che è dopo.
Questa espressione designa il processo conoscitivo che conclude
partendo dall’analisi dei fatti. Nel linguaggio comune
designa la facile e scontata affermazione di quanto è
stato verificato in precedenza. Contra (post) factum non valet argumentum.
Contro ( dopo ) il fatto l’argomento non vale nulla. Non
si può mettere in discussione l’esistenza di un
fatto quando è già avvenuto. A fortiori. Tanto più. Sta a indicare
la maggiore valenza di una asserzione rispetto ad un’altra
precedentemente ammessa. Ad hominem. Adatto all’uomo. Riferito
ad un’argomentazione che si dimostra efficace proprio
per la persona che viene attaccata su quanto ha dichiarato in
precedenza. Differente come significato dalla locuzione ad personam,
alla persona, impiegata per lo più ad indicare una dedica
personale di un libro o di un’opera artistica.
Ci sono alcune parole impiegate nella dialettica della
filosofia classica. Appartengono al repertorio della schermaglia
del dibattito di due avversari. E’ opportuno rilevare
che un utilizzo esagerato di questi strumenti portano ad un
linguaggio troppo accademico e in definitiva pedante. Ma l’uso
moderato di queste parole può risultare forbito ed elegante:
Adfirmo. Lo affermo. Atqui. Ma anche. Unione delle congiunzioni:
AT (ma) e QUE (anche). Nesso tra le premesse. Concedo. Lo ammetto. Distinguo. Lo affermo solo in parte. Ergo. Dunque. Termine tratto dalla logica scolastica.
Ricorre soprattutto nel linguaggio forense a sottolineare la
forza con cui s’impone la conclusione di un ragionamento. Nego. Lo nego. Tranxeat. Passi pure. Te lo concedo per quanto
non lo condivida. Ex abrupto. All’improvviso. Argomentazione
fulminea che scaturisce immediatamente dalla constatazione di
un dato. De gustibus non est disputandum. Sui gusti
non c’è da discutere. Sarebbe scorretto e, più
che altro, una fatica inutile.
TEATRO - Occhi di Luna (Testo
teatrale) [La storia di un ragazzo che aveva qualcosa di più
e qualcosa di meno... Talvolta la stessa bellezza e la stessa
bontà diventano doti emarginanti perchè il mondo
non sa accertarle] (49,30 KB - zip file)
GLI
ANNALI DI FAGGETO Nell’archivio
di Faggeto, tra risme e vacchette legate con nastro di canapa,
ho trovato un plico di manoscritti infiocchettato da un vecchio
spago. C’erano note, racconti e memorie di un Priore che
credo di aver conosciuto qualche decina di anni fa. Ad una rapida
lettura, questi documenti, che chiamerei minori, mi sono sembrati
interessanti e, dunque, divulgabili. Trovo veramente strano
che questo Priore abbia voluto presentarli con una nota introduttiva
in cui si permetteva ad-dirittura di citare lo scrittore africano
Apuleio: “Carissime lector, lege me et delectaberis”
(Carissimo lettore, leggimi e ti divertirai!). A questo punto
credo di cavarmela con un’altra formula latina: “Relata
refero”, che significa semplice-mente: “Mi limito
a riportare ciò che ho letto”.
L.M. -
Un caso strano
- Celebrazioni
parrocchiali
- Credenze popolari
- I ragazzi dell’Acquasanta
- Il gatto nero
- Proverbi e detti locali
- Usanze i riti minori
- Letterine di Natale
- Richiami campestri